Riorganizzazione degli  istituti professionali

Gli istituti professionali sono riorganizzati a partire dalle classi prime funzionanti nell’anno scolastico 2010/2011, secondo le norme contenute nel Regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti professionali ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

I percorsi degli istituti professionali hanno durata quinquennale e si concludono con il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria superiore in relazione ai settori Servizi e Industria e Artigianato e agli indirizzi specifici.

L’orario complessivo annuale è determinato in 1.056 ore, corrispondente a 32 ore settimanali di lezione, comprensive della quota riservata alle regioni e dell’insegnamento della religione cattolica;

In linea con le indicazioni dell'Unione europea e in coerenza con la normativa sull'obbligo di istruzione, che prevede lo studio, l'approfondimento e l'applicazione di linguaggi e metodologie di carattere generale e specifico, l'offerta formativa degli istituti professionali si articola  

a    in un'area di istruzione generale, comune a tutti i percorsi,

a    in aree di indirizzo che possono essere ulteriormente specificate in opzioni.

 I percorsi degli istituti professionali sono articolati in due bienni e un quinto anno.  

a    Il primo biennio è articolato, per ciascun anno, in 660 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 396 ore di attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione di cui al regolamento adottato con decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 agosto 2007, n. 139 e dell’acquisizione dei saperi e delle competenze di indirizzo in funzione orientativa, anche per favorire la reversibilità delle scelte degli studenti.

a    Il secondo biennio è articolato in due distinte annualità al fine di consentire un raccordo con i percorsi di istruzione e formazione professionale. Le discipline dell'area di indirizzo assumono connotazioni specifiche, con l'obiettivo di far raggiungere agli studenti, nel quinto anno, un'adeguata competenza professionale di settore, idonea sia all'inserimento diretto nel mondo del lavoro, sia al proseguimento degli studi. Sono previste, per ciascun anno, 495 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e 561 ore di attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo.

a    Il quinto anno è articolato in 495 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 561 ore di attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo, che consentono allo studente di acquisire una conoscenza sistemica della filiera economica di riferimento, idonea anche ad orientare la prosecuzione degli studi a livello terziario con particolare riguardo all’esercizio delle professioni tecniche.  

L'area di istruzione generale ha l'obiettivo di fornire ai giovani la preparazione di base, acquisita attraverso il rafforzamento e lo sviluppo degli assi culturali, che caratterizzano l'obbligo di istruzione: asse dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale.  

Le aree di indirizzo, presenti sin dal primo biennio, hanno l'obiettivo di far acquisire agli studenti competenze spendibili in vari contesti di vita e di lavoro, mettendo i diplomati in grado di assumere autonome responsabilità nei processi produttivi e di servizio e di collaborare costruttivamente alla soluzione di problemi.

In tutti i percorsi sono previsti attività e insegnamenti relativi a "Cittadinanza e Costituzione".

Le attività e gli insegnamenti relativi a "Cittadinanza e Costituzione" coinvolgono tutti gli ambiti disciplinari e si sviluppano, in particolare, in quelli di interesse storico-sociale e giuridico-economico.

L'acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza consentono di arricchire la cultura dello studente e di accrescere il suo valore in termini di occupabilità.  

Gli istituti professionali possono svolgere, in regime di sussidiarietà e nel rispetto delle competenze esclusive delle Regioni in materia, un ruolo integrativo e complementare rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale, ai fini del conseguimento, anche nell’esercizio dell’apprendistato, di qualifiche e diplomi professionali.  

I percorsi si sviluppano soprattutto attraverso metodologie basate su:  

a    la didattica di laboratorio, anche per valorizzare stili di apprendimento induttivi;

a    l’orientamento progressivo, l’analisi e la soluzione dei problemi relativi al settore produttivo di riferimento;

a    il lavoro cooperativo per progetti;

a    la personalizzazione dei prodotti e dei servizi attraverso l’uso delle tecnologie e del pensiero creativo;

a    la gestione di processi in contesti organizzati;

a    l’alternanza scuola lavoro.

 La scelta metodologica dell'alternanza scuola lavoro assume particolare importanza nella progettazione formativa degli istituti professionali poiché essa consente pluralità di soluzioni didattiche e favorisce il collegamento con il territorio.  

Gli istituti professionali:

 a    possono utilizzare la quota di autonomia del 20% dei curricoli, nell’ambito degli indirizzi definiti dalle regioni e in coerenza con il profilo, sia per potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, con particolare riferimento alle attività di laboratorio, sia per attivare ulteriori insegnamenti, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano dell’offerta formativa. Nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato, tale quota è determinata, in base all’orario complessivo delle lezioni previsto per il primo biennio e per il complessivo triennio, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie, fermo restando che ciascuna disciplina non può essere decurtata per più del 20% previsto dai quadri orario;

a    utilizzano gli spazi di flessibilità, intesi come possibilità di articolare in opzioni le aree di indirizzo di per corrispondere alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e della professione, con riferimento all’orario annuale delle lezioni entro il 35% nel secondo biennio e il 40% nell’ultimo anno. Possono utilizzare gli spazi di flessibilità anche nel primo biennio entro il 25% dell’orario annuale delle lezioni per svolgere un ruolo integrativo e complementare rispetto al sistema dell’istruzione e della formazione professionale.

a    possono stipulare contratti d’opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni con una specifica e documentata esperienza professionale maturata nel settore di riferimento, ai fini dell’arricchimento dell’offerta formativa e per competenze specialistiche non presenti nell’istituto.

I percorsi dell'istruzione professionale sono organizzati in modo da favorire organici raccordi in particolare con l'istruzione tecnica e con i percorsi regionali di istruzione e formazione professionale, per garantire i passaggi tra i sistemi.

Sono caratterizzati da un raccordo organico con la realtà sociale ed economica locale, attraverso relazioni con i soggetti istituzionali, economici e sociali presenti nel territorio, compreso il volontariato e il privato sociale.

L'ampia flessibilità degli orari garantisce, inoltre, la personalizzazione dei percorsi, anche al fine dell'eventuale rilascio della qualifica professionale al termine del terzo anno e rappresenta un valido strumento per prevenire e contrastare la dispersione scolastica e assicurare il successo formativo.

 Le metodologie didattiche sono improntate alla valorizzazione del metodo laboratoriale e del pensiero operativo, all'analisi e alla soluzione dei problemi, al lavoro cooperativo per progetti, per consentire agli studenti di cogliere concretamente l'interdipendenza tra cultura professionale, tecnologie e dimensione operativa della conoscenza.